Ho un’attività locale, come posso aumentare le vendite?

Te lo diciamo noi 👇
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Sulla carta hai fatto tutto, social attivi, Google Business Page è aggiornata e magari hai pure fatto ristampare i biglietti e i volantini. Se guardi la “checklist” del bravo imprenditore digitale, non manca nulla.

Però i risultati non si vedono.

È una situazione frustrante, ma comunissima perché la vediamo in tantissime aziende che si rivolgono a noi. Ti muovi, spendi soldi e ci metti impegno, ma il fatturato non fa quello che ti aspetteresti.

Il motivo è semplice: oggi fare il minimo indispensabile non basta più. Le guide che trovi online ti spiegano come far entrare gente sul tuo e-commerce, ma raramente ti dicono come trasformare quel traffico in margini e clienti fidelizzati.

In questo articolo vogliamo evitare i soliti consigli generici.
Ti racconteremo 5 strategie concrete (di quelle che usiamo noi in agenzia) per trasformare la tua attività da “negozietto di quartiere” a brand riconosciuto.

Perché quello che fai potrebbe non bastare?

Sentiamo spesso dire: ‘Ho provato col digitale, ma nel mio settore non funziona, sono soldi buttati’. Capiamo lo scetticismo se non hai visto risultati, ma quasi mai la colpa è di Instagram o Google.

Il punto è come li usi. Se pubblichi a tempo perso, o solo “tanto per esserci” senza sapere a chi stai parlando, è ovvio che non funzioni.

Andare a caso oggi è rischioso perchè perdi un sacco di tempo a creare post e alla fine non ti torna indietro nulla, semplicemente perché manca un piano.

1. Google non è solo una mappa, è la tua prima stretta di mano

C’è questa convinzione diffusa (ed errata) che il profilo Google serva solo per il navigatore. Oggi, per un’attività locale, quella scheda vale più del sito web. È la prima cosa che l’utente vede quando cerca un servizio.

Prova a chiederti: le foto che ho caricato trasmettono il valore dei miei prezzi? O sono scatti bui fatti col cellulare tre anni fa? E le recensioni? Rispondo con un “grazie” preimpostato? Chi non ti conosce usa questi dettagli come unica metrica per decidere se sei un professionista di cui si può fidare.

2. Nessuno apre i social per vedere un listino prezzi.

Vediamo troppi profili che sembrano volantini del supermercato: foto prodotto, prezzo, foto prodotto, prezzo. Che noia. La gente sui social vuole svagarsi, scoprire, emozionarsi. Non vuole essere bersagliata. Devi raccontare chi sei, non solo cosa vendi, non dirmi che il tuo prodotto è buono, fammi vedere la cura con cui lo prepari, le facce di chi lavora con te, la passione che ci metti.
Prendi il caso di Gioielleria Mattiussi: invece di bombardare gli utenti con offerte, abbiamo costruito un racconto visivo autentico ed elegante. Così facendo, il marchio ha acquisito tutto un altro valore.

3. Il tuo business non può dipendere da ciò che non controlli

Hai mai pensato a cosa succederebbe se domattina Instagram decidesse di cambiare le regole? O peggio se chiudesse i battenti come è successo a TikTok negli Stati Uniti?

Migliaia di follower, anni di contenuti, relazioni costruite post dopo post… tutto evaporato in un istante.

I social sono vetrine in affitto. Utili, visibili, efficaci, ma in affitto. Puoi investirci tempo, energie, soldi ma alla fine le chiavi non sono tue. E quando qualcosa va storto ti ritrovi a mani vuote.

La vera ricchezza del tuo business? I dati che possiedi. Ogni e-mail raccolta, ogni numero di telefono, ogni dato su cosa piace ai tuoi clienti, quando comprano, cosa cercano.

Questa è la tua infrastruttura, è il motore del tuo business. Con una strategia solida di Email Marketing e Automation trasformi questi dati in un canale di comunicazione diretto, personale e soprattutto sotto il tuo totale controllo.
Puoi segmentare il pubblico, parlare alle persone giuste al momento giusto e costruire fiducia nel tempo. E lo fai su un canale che controlli dall’inizio alla fine.

Oltre il marketing standard, i 5 pilastri per crescere

Per trasformare visibilità in fatturato servono strumenti più solidi. Ecco le 5 aree strategiche su cui interveniamo per far crescere un business.

1. Il tuo staff sa chi sei? (Il problema del brand interno)

Puoi fare la pubblicità più bella del mondo, ma se poi il cliente entra in negozio e trova un commesso svogliato o che comunica in modo opposto a quello che hai promesso online, hai sprecato l’investimento. Spesso il personale non vende bene perché nessuno gli ha insegnato come farlo. Manca una guida. Se non hai definito una brand identity chiara (chi siamo, quali sono i nostri valori, che tono di voce usiamo), il tuo staff andrà “a braccio”. E improvvisare farà perdere vendite. Serve un manuale, una rotta precisa che tutti devono seguire.

2. Non accogliere i clienti nel caos, crea un’ atmosfera digitale

In negozio ci tieni che le luci siano giuste, che ci sia un buon profumo e che tutto sia ordinato, vero? Perché sai che l’atmosfera fa vendere. Eppure online il tuo sito è lento, confuso o graficamente vecchio.

La “user experience” (UX) è l’accoglienza digitale. Se navigare sul tuo sito è frustrante, l’utente scappa esattamente come scapperebbe da un locale disordinato.

Anche i dettagli contano: le micro-interazioni (quei piccoli movimenti grafici che accompagnano il clic) servono proprio a questo, a far sentire l’utente “coccolato” e a suo agio, aumentando la fiducia nel tuo marchio.

3. La trappola del prezzo basso

Chiariamo una cosa, non è vero che per vendere di più devi abbassare i prezzi. Questa è la strada più veloce per chiudere, soprattutto se hai costi fissi alti.

In realtà devi fare il contrario, devi alzare il valore percepito. Se il tuo brand appare curato, solido e affascinante, le persone saranno più propense a pagarti di più.
È quello che è successo con Arfiero Giardini. Abbiamo lavorato sul rebranding e sul posizionamento, per far sì che l’immagine esterna rispecchiasse il valore reale dell’azienda. Così facendo il brand, oggi, comunica autorevolezza e attira il pubblico giusto.
Scommetto che è capitato anche a te, spesso si continuano a buttare soldi in campagne sponsorizzate senza aver prima sistemato il posizionamento o il sito web.

4. Crea delle partnership

L’epoca del commerciante solitario contro tutti è finita, oggi vince chi sa fare squadra. Ma non parlo del classico “lasciami i volantini che io lascio i tuoi”, parlo di partnership strutturate.
Trova attività che si rivolgono al tuo stesso cliente ideale (e che non sono tuoi concorrenti) e inventatevi qualcosa insieme: un pacchetto esclusivo, un evento, un’offerta incrociata.
Attenzione però, se decidi di fare un evento per lanciare la collaborazione, fallo bene. Una strategia di comunicazione integrata serve proprio a evitare che l’evento sia solo una festa divertente, devi trasformarlo in una macchina per acquisire nuovi contatti.

5. Smetti di fare tutto tu, inizia a delegare

Spesso il freno a mano sei proprio tu. Sì, proprio tu. Non puoi fare l’imprenditore, il contabile, il magazziniere e il social media manager. Se provi a fare tutto, finirai per fare tutto male (e andare in burnout).

Per scalare devi imparare a delegare. Concentrati su quello che sai fare meglio (il tuo lavoro) e affida la crescita digitale a chi lo fa di mestiere.
Se vuoi capire cosa puoi delegare per liberare il tuo tempo, dai un’occhiata ai nostri servizi di strategia digitale.

Il prossimo passo

Per aumentare le vendite non esiste la formula magica che ti cambia la vita in 24 ore. È un percorso fatto di coerenza, cura dei dettagli e posizionamento.

Spesso il fatturato che cerchi non è “là fuori” su nuovi clienti sconosciuti, ma sono nascosti nelle inefficienze attuali: nel sito che non converte, nel brand che non trasmette valore, nel prezzo troppo basso.

Se senti che la tua attività ha le carte in regola per crescere ma è frenata da una strategia digitale un po’ improvvisata, parliamone. Scrivici per un’analisi del tuo progetto. Vediamo insieme cosa si può fare.